Cambiamento d'orario del programma di preghiera serale a Medjugorje

 

A partire da mercoledì 1 settembre è cambiato l’orario del programma di preghiera serale.

Il Rosario inizia alle ore 17 e la Santa Messa alle ore 18.

Il venerdì alle ore 14 vi sarà la Via Crucis; la domenica alle ore  14 la preghiera del rosario sulla Collina delle apparizioni.

Il martedì, giovedì e sabato, dalle ore 19 alle ore 20, dopo la Santa Messa serale ci sarà l’Adorazione del Santissimo Sacramento dell'Altare.


L’arcivescovo Henryk Hoser sepolto nella cattedrale di Varsavia-Praga

 

La Santa Messa funebre per mons. Henryk Hoser è stata celebrata il 20 agosto nella cattedrale della diocesi di Varsavia-Praga. La Messa è stata presieduta dal cardinale Kazimierz Nycz, arcivescovo metropolita di Varsavia, mentre l’omelia è stata tenuta dall'arcivescovo Tadeusz Wojda, metropolita di Danzica.

“San Paolo ci ricorda nella lettura di oggi: ‘Sappiamo infatti che, quando sarà distrutta la nostra dimora terrena, che è come una tenda, riceveremo da Dio un'abitazione, una dimora non costruita da mani d'uomo, eterna, nei cieli.' (2Cor 5,1) Queste parole ci introducono alla cerimonia funebre odierna del defunto arcivescovo Henryk Hoser, pallotino, sacerdote, missionario, arcivescovo emerito dell'arcidiocesi di Varsavia-Praga, Visitatore Apostolico a Medjugorje'', ha detto l’arcivescovo Wojda  all’inizio della sua omelia, ricordando gli ultimi incontri e conversazioni con mons. Hoser.

''L’ho visitato a Ołtarzew alla fine di luglio. Sofferenza e dolore erano visibili sul suo viso, ma era rimasto completamente calmo e sereno. Era desideroso, come sempre, di discutere di vari temi, porre domande, commentare, valutare e dare preziosi suggerimenti. La conversazione con lui ha rivelato la sua ricca esperienza di vita, raccolta in diversi paesi e in diversi continenti. Era un eccellente osservatore della realtà circostante, che poteva analizzare, valutare con precisione e parlare in modo fattuale. Era anche un uomo colto. Ha fatto ampio uso della letteratura storica e contemporanea nelle aree di suo interesse personale, ma anche di temi di attualità e sfide e problemi sociali, etici, teologici e pastorali.

Ha mostrato un’immensa volontà di lavorare, ma era anche consapevole dei suoi problemi di salute. Ha anche aggiunto che probabilmente era arrivata la fine e che era pronto a tutto se era la volontà di Dio. Ho cercato di incoraggiarlo, dicendo che lo stavano aspettando a Medjugorje, che lì c’era ancora molto lavoro e che stavano pregando per la sua salute... Gliel’ho ripetuto al telefono all’inizio di agosto da Medjugorje", ha detto l’arcivescovo Wojda parlando della vita  ricca dell’arcivescovo Hoser, aggiugendo alla fine che "il servo fedele non riposa mai, ma veglia fino alla venuta del Signore", ribadendo che queste parole di Gesù si sono rivelate ancora una volta vere nella vita dell’arcivescovo Hoser.

"Una volta lui stesso disse: 'Non ho mai scelto e non ho mai domandato, ho sempre accettato quello che mi dicevano i miei superiori.' Nel 2017, da vescovo emerito, su richiesta di papa Francesco, si è recato a Medjugorje per prendersi cura dei pellegrini che vi giungevano.  Il suo servizio a Medjugorje è stato inestimabile.

Il 13 agosto 2021 il Signore lo ha chiamato dalla terra per invitarlo alla mensa nella gloria celeste. Il Figlio dell’uomo è venuto e lo ha portato via. Rimane il dolore, ma anche una profonda speranza cristiana che Colui che ha fatto del bene tramite lui, ora lo ricompenserà abbondantemente e lo accoglierà nella gioia eterna. Caro Henryk, fratello nel sacerdozio e nel vescovado, amico e missionario, ti ringraziamo dal profondo del nostro cuore per il dono della tua vita, del tuo servizio e di tutto ciò che di buono hai compiuto, e chiediamo che il buon Dio ti accolga nella sua gloria . Amen!”, sono le parole con cui l’Arcivescovo Tadeusz Wojda ha concluso la sua omelia.

Anche papa Francesco ha inviato una lettera con espressioni di condoglianze e di speranza cristiana. Ha ringraziato l’arcivescovo Hoser per tutto quello che ha fatto per la Chiesa.

Durante i riti funebri hanno espresso le condoglianze: il presidente della Conferenza episcopale polacca, l’arcivescovo Stanislaw Gadecki, a nome della Conferenza episcopale della Bosnia ed Erzegovina l’arcivescovo coadiutore e Amministratore apostolico dell’Ordinariato militare nella Bosnia ed Erzegovina mons. Tomo Vukšić, nipote dell’arcivescovo Hoser…

“L’arcivescovo Hoser è il primo pastore di questa arcidiocesi il cui corpo sarà sepolto nella cripta della cattedrale di Varsavia-Praga”  ha affermato l’attuale arcivescovo di Varsavia-Praga, mons. Romualdo Kaminski. Insieme a lui alla Messa c’erano molti arcivescovi, vescovi, sacerdoti, suore, e tra i fedeli c’erano molti rappresentanti del governo polacco,  locale e statale.

Alla Messa funebre e alla sepoltura, giunti dalla Bosnia ed Erzegovina con mons. Vukšić,   erano presenti anche il Provinciale della Provincia Francescana dell’Erzegovina, padre Miljenko Šteko, il segretario personale del defunto Arcivescovo, padre Perica Ostojić, e i sacerdoti di Medjugorje: padre Zvonimir Pavičić e padre Renato Galić.

Dopo la Messa, si sono svolti i riti funebri e la salma dell’arcivescovo Henryk Hoser è stata deposta nella cripta della cattedrale della diocesi di Varsavia-Praga.

Il giorno prima, giovedì 19 agosto 2021, alle ore 12, una Santa Messa commemorativa è stata celebrata nella chiesa del seminario a Ołtarzew, e alle 18 dello stesso giorno nella cattedrale di S. Michele Arcangelo e S. Floriano martire.


P. Marinko Šakota riguardo il Festival dei giovani

 

Il 32° Festival dei giovani a Medjugorje si terrà dal giorno 1 al 6 agosto. Il tema sarà "Che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna? (Mt 19,16).

Il programma del Festival di quest'anno, a differenza di quello dello scorso anno, è composto dal programma mattutino e pomeridiano (preghiera, canti con orchestra e coro internazionale, catechesi, testimonianze) e dal programma serale (rosario, Eucaristia, Adorazione, preghiera con le candele, preghiera davanti alla croce, il film della comunità Cenacolo...).

Anche quest'anno è previsto un gran numero di prelati, come ci è stato confermato dal parroco di Medjugorje, padre Marinko Šakota.

Le celebrazioni delle Messe serali saranno presiedute dal cardinal Robert Sarah, dall'arcivescovo Luigi Pezzuto, Nunzio apostolico in Bosnia-Erzegovina, dall’Arcivescovo Tadeusz Wojda, dal Vescovo Guido Gallese e da padre Miljenko Šteko, il Provinciale della provincia francescana dell’Erzegovina.

"L'arrivo del Cardinale Sarah è un grande evento e una grande gioia per tutti noi. I giovani sono felici quando vedono che i pastori sono con loro e i pastori sono altrettanto felici quando vedono molti giovani che pregano e lodano il Signore", ha detto padre Marinko Šakota. Il parroco di Medjuborie non ha aspettative sul numero di giovani che parteciperanno al Festival  di quest'anno, difatti ha aggiunto "tutti coloro che verranno saranno i benvenuti".

Padre Marinko Šakota ha spiegato ai giovani, ancora una volta, qual è l’aspetto più importante del Festival. "Il Festival dei giovani a Medjugorje è un'esperienza di fede e di preghiera davvero speciale, davvero miracolosa. Tutto ciò che accade in quell'incontro di preghiera:  la presentazione delle nazioni, la preghiera del rosario sulla Collina delle apparizioni, le preghiere mattutine, le catechesi, le testimonianze, l’animazione del coro e dell’orchestra, il servizio dei volontari, il programma di preghiera serale, la preghiera del rosario, la celebrazione dell’Eucaristia, l’ Adorazione, la fiaccolata, la processione con la statua della Madonna, lo spettacolo della comunità Cenacolo, e per finire la celebrazione dell’'Eucaristia alle 5 del mattino sul Križevac, tutti questi eventi sono di natura tale da elevare e aprire l'anima, nutrendola con un sano cibo spirituale, colmandola di una pace e di una gioia speciale. Tutto questo ci incoraggia e ci esorta a continuare a vivere la fede e la preghiera, camminando con la Madonna e con Gesù nella vostra vita quotidiana.

È meraviglioso vedere come durante il Festival la vita si risveglia in tanti giovani, come si risvegliano i germi dell’amore, della bontà e della gioia e come una misteriosa pace entra nei loro cuori. È una sensazione indescrivibile guardare i volti dei giovani e osservare come si sentono amati e accolti e come anche loro amano Dio, Gesù, Maria, la preghiera, l'Eucaristia, la confessione, l'adorazione. E’ difficile esprimere a parole quella tensione positiva che si avverte nell'aria, quell'attesa, quell'ascolto che regna nello spazio di preghiera davanti all'altare esterno! E la cosa più bella e meravigliosa durante il Festival dei giovani è vedere come i giovani amano la Chiesa! Come amano i sacerdoti e come i sacerdoti si sentono amati e accolti! Il Festival è un incontro di persone nella semplicità e nell'apertura dei cuori.

Ci saranno tanta gioia, bellezza, amore, gentilezza e pace! E una felicità indescrivibile! Verranno qui da tutto il mondo, e nessuno si sentirà straniero! Gli “estranei”, saranno a noi cari! Tutti proveranno la sensazione di sentirsi accolti e amati! Le catechesi, le testimonianze e le omelie saranno tante ma nessuno si annoierà! I programmi dureranno a lungo, ma non sembreranno lunghi, anzi ci tratteremo oltre nel canto, nella danza e nella gioia!'', ha concluso padre Marinko Šakota.

In molti, da tutto il mondo, hanno riservato i primi giorni di agosto per partecipare al festival di Medjugorje. Ci vedremo!


32° Mladifest dal 1 al 6 agosto 2021

 

L'incontro internazionale dei giovani, Mladifest, si terrà dal 1 al 6 agosto 2021.

Il tema è "Che cosa devo fare di buono?" (Mt 19, 16)

Lo scorso 31° Mladifest si è svolto in una forma un po' più concisa a causa della pandemia di Covid 19, che ha parzialmente paralizzato il 2020 in tutto il mondo. Riteniamo che quest'anno il Mladifest potrà svolgersi in condizioni più normali, pertanto vi aspettiamo a Medjugorje dal 1 al 6 agosto 2021.

A breve verrà annunciato il programma.

32° Mladifest dal 1 al 6 agosto 2021

Ritiro spirituale internazionale degli organizzatori di pellegrinaggi

 

Il ritiro spirituale internazionale degli organizzatori di pellegrinaggi, guide dei centri della pace e dei gruppi di preghiera, pellegrinaggi e carità di Međugorje è stato posticipato a causa della situazione pandemica: la nuova data è dal 7 all'11 settembre 2021.

Sebbene il Ritiro Spirituale Internazionale sia stato posticipato, gli organizzatori si rivolgeranno a voi tramite live streaming il 14 marzo 2021 alla fine del programma di preghiera serale (traduzione simultanea).

Presto verranno pubblicate le informazioni dettagliate

 


Cardinale Puljić: Troverete tutto quello che cercate in Gesù. Maria ci porterà lì

 

Nel quinto e ultimo giorno del 31 ° Festival internazionale di preghiera dei giovani a Medjugorje, la messa serale principale  è stata presieduta dall'arcivescovo di Vrhbosna, il cardinale Vinko Puljić. All'inizio della messa, ha invitato tutti i fedeli a "pregare in modo particolare  per il Santo Padre, che vi ha abbracciato moltissimo con il suo amore paterno, con il suo saluto."

Prima del programma di preghiera è stato mostrato il film "Ti dico, alzati!", fatto dai membri della comunità di Cenacolo.

Il nunzio apostolico in Bosnia-Erzegovina, mons. Luigi Pezzuto, il visitatore apostolico con un ruolo speciale per la parrocchia di Medjugorje, Mons. Henryk Hoser, il provinciale della Provincia francescana dell'Erzegovina, P. Miljenko Šteko, il pastore di Medjugorje, P. Marinko Šakota  e 61 altri sacerdoti insieme al cardinale hanno concelebrato la messa.

Nell"omelia, il cardinale Puljić ha chiesto ai presenti: "Cosa ti ha portato a questo Mladifest in questa situazione?" Poi ha detto che qualcuno avrebbe sicuramente risposto: 'Mi hanno raccontato  negli anni precedenti che  in questo Mladifest si incontrava Dio e che qui si sperimentava la vicinanza di Dio. Ecco perché sono venuto.'  Credo che molti desiderano proprio questo. 

Forse qualcuno dirà: 'Oh, sono vuoto. La mia anima è vuota. Sono venuto per ricaricare la mia batteria della vita per  poter affrontare la sfida della vita.' Alcuni forse direbbero:' mi sono soffocato di troppe cose, in modo di aver perso me stesso. Sono venuto per ritrovare me stesso, per incontrare me stesso e Dio in me'', ha detto il cardinale Puljić, e poi ha citato le parole di San Agostino: "Dio, ti ho cercato dappertutto, tu eri in me ed  io ero fuori di me".

Il cardinale Puljic ha menzionato anche gli altri motivi per cui le persone vengono a Medjugorje: confessarsi, trovare la pace nell'anima, riconoscere un uomo come suo compagno, scoprire quanto siamo disposti a sacrificarci ... Alcuni diranno, ha detto il Cardinale, che "la  fede tiepida" li ha uccisi  e così sono venuti  perché la Madonna li potesse  portare da Gesù.

''Tutto quello che cercate lo troverete  in Gesù. Maria ci guiderà da Lui. Ecco perché il messaggio dell'incontro di quest'anno è 'Venite  e vedrete'. Non per vedere con gli occhi, ma sono venuto per vedere con il cuore. Sono venuto a vedere con la fede. Vedere chi? Il Risorto! Solo Lui può rispondere alle domande della nostra vita. Tutte le ricerche, tutte le tecniche, tutte le capacità, tutte le conoscenze  non possono dare ciò che Gesù dà: 'Vi do la mia pace'. Ecco perché è importantissimo imparare da Maria come ascoltare la Parola di Dio, sentirla, accoglierla, viverla," ha affermato il Cardinale Puljić, che  anche ha detto ai giovani che "avevano ereditato molte cose deformate nel loro sviluppo."

''La deformità è che si dovrebbe vivere senza soffrire. Nessuno nella vita ha avuto successo senza aver sofferto. La croce è la nostra identità ed è lì che impariamo. Se vi hanno caricato  con le deformità, con le corse verso i  piaceri, con  il consumismo... Sappiate con la vostra intelligenza  scoprire la strada, ed  è Gesù: 'Io sono la Via, la  Verità e la Vita'. Con il cuore decidetevi per quella vita.

Abbracciate il Risorto con il vostro spirito e non abbiate paura della vita. Tali  sono capaci di costruire il futuro.  I vigliacci non sono capaci di costruire il futuro, ma le persone che sono capaci a sacrificarsi lo sono, e questo si impara nella scuola della croce. 

Pertanto, cari giovani, se volete costruire un futuro, lasciate che Maria vi guidi a Gesù. Affinché possiate sentire  Lei la quale  Lui vi manda. Vieni e vedi! Vieni e vedi , non con gli occhi terreni , ma con gli occhi della fede. Vieni e vedi e quando ritorni a casa, lascia che gli altri possano vedere che tu hai incontrato Dio, che hai trovato Gesù, che Maria Madre ti guida verso di Lui, lascia che gli altri possano desiderare a sperimentare quello che voi  state sperimentando ora," ha detto il cardinale Puljić, aggiungendo che è felice e gioioso che stasera può pregare, chiedere l'intercessione della Madonna e come pastore  incoraggiare i giovani e dire loro: non abbiate paura della vita!

"Che  questo 31 ° Festival dei giovani possa  incoraggiarvi nella fede e che possiate cambiare il mondo, perché voi avete scelto Cristo Risorto. Che la  Nostra Madre Maria vi prottega su questa strada. Amen."

Queste sono le parole con cui il cardinale Puljić ha concluso la sua omelia  l'ultima sera di Mladifest. Pieni di entusiasmo i giovani presenti lo hanno accompagnato con lunghi applausi. Questo vuol dire  che hanno ascoltato le sue parole, i suoi messaggi e che continueranno  a viverli.

Dopo la messa c'è stata l'adorazione e la missione. Vi ricordiamo che oltre al cardinale Puljić, a questo Mladifest le messe sono state celebrate da  mons. Luigi Pezzuto, mons. Henryk Hoser, mons. Tomo Vukšić e P. Miljenko Šteko, mentre le catechesi ai giovani sono state fatte  da mons. Hoser, P. Danko Perutina e P. Ljubo Kurtović.

Le testimonianze video mostrate sono parte  della serie "Frutti di Medjugorje" ("Plodovi Medjugorja "), mentre un film è stato fatto da membri della comunità Cenacolo.


Invito a collaborare nelle traduzioni dei testi scritti

 

Cari pellegrini e amici di Medjugorje, specialisti  nelle lingue straniere!

Crediamo che la bella notizia sia venuta anche a voi, cioé che il Papa Francesco ha preso una decisione che approva i pellegrinaggi a Medjugorje, i qualli, dal 12 maggio in poi possono  essere formalmente organizzati da diocesi, parrocchie e altre istituzioni cattoliche, e non solo in forma "privata", fino a quel momento.

In questo breve periodo, abbiamo già alcune richieste per traduzioni dei testi sul nostro sito in più lingue e più velocemente. Per poter soddisfare i desideri e le esigenze di coloro che vorrebbero vivere più intensamente la Scuola della Madonna di Medjugorje, in questo nuovo periodo, abbiamo bisogno di assistenza per le traduzioni.

Tutti voi che vi sentite capaci e volete diventare collaboratori del Centro informativo Mir Medjugorje, lavorando con noi sulla traduzione in qualsiasi lingua mondiale, vi invitiamo a contattarci al seguente indirizzo e-mail: mir@medjugorje.hr


OMELIA DI S.E. MONS. HENRYK HOSER, VISITATORE APOSTOLICO PER LA PARROCCHIA DI MEDJUGORJE

 

NELLA FESTA DELL’ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE — MEDJUGORJE, 9 SETTEMBRE 2018

 

Vostra Eccellenza Nunzio Apostolico in Bosnia Erzegovina,

Vostra Eccellenza Vescovo del Paraguay,

Cari sacerdoti e religiosi,

Cari parrocchiani e pellegrini,

Cari fratelli e sorelle.

 

Il giorno dopo la festa della Natività della Beata Vergine Maria, ci siamo radunati nella Ventitreesima Domenica del Tempo Ordinario per celebrare l’Esaltazione della Santa Croce alcuni giorni prima della sua festa.

Come la Croce, strumento della morte più cruenta e vergognosa, è divenuta il simbolo del cristianesimo? Quella Croce svetta sui campanili di chiese e santuari, è innalzata sulla cima di moltissimi monti, è appesa alle pareti delle nostre case e dei luoghi di lavoro, e noi la portiamo al collo con fierezza. 

Al tempo degli Apostoli, la Croce aveva una fama molto negativa: era stoltezza per i Greci, che cercavano la sapienza umana, era scandalosa per i Giudei ed una pazzia per i popoli pagani, come dice san Paolo (1 Cor 1, 22-23). Notiamo che oggi si sta nuovamente conducendo una lotta contro la Croce, che comincia a dar fastidio, pur essendo divenuta nobile segno di molte iniziative mondiali, come la Croce Rossa, e pur ornando varie onorificenze, come la croce d’onore, la croce al merito ecc…. .

La Festa dell’Esaltazione della Santa Croce ci dà una nuova opportunità per ricordare la grandezza ed il valore della Croce. Scopriamo così che la Croce di Gesù — quale segno d’infinito amore — possiede un’irresistibile forza d’attrazione. Vediamo perché.

Nella Prima Lettura (Fil 2, 6-11), san Paolo ci mostra come Cristo si è umiliato, “svuotato”, come è disceso dalle altezze più sublimi alle profondità più abissali: “Egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Umiliò se stesso…”. Il Dio fattosi uomo ha umiliato se stesso. L’infinito è divenuto finito e limitato. Inoltre, egli si è fatto “Obbediente fino alla morte, e alla morte di croce”. La morte di un criminale che tutti dileggiano e rigettano!

Nel Credo Apostolico confessiamo che “discese agli inferi”, ovvero fino al fondo della sofferenza, fino al fondo dell’umiliazione, fino al fondo della morte. Il Dio fatto uomo ha sperimentato il destino preparatogli da quegli stessi uomini che era venuto a salvare! “Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è Signore, a gloria di Dio Padre”. Così san Paolo spiega l’esaltazione di Cristo, quest’opera incomparabile del Padre Misericordioso.

San Cipriano ci aiuta a comprendere questa pazzia divina. Egli dice, infatti, che il Figlio di Dio volle divenire figlio dell’uomo, perché noi diventassimo figli di Dio. Volle umiliarsi per rialzare il suo popolo caduto. Patì le piaghe a lui inferte per risanare le nostre ferite. Divenne servo affinché noi — servi e schiavi — potessimo diventare liberi. Ha patito anche la morte perché, per mezzo della sua morte, i mortali divenissero immortali. 

Ora comprendiamo bene perché ogni venerdì qui veneriamo la Santa Croce di Gesù. La Venerazione della Croce dovrebbe essere anzitutto un atto di gratitudine e di lode, un atto di ringraziamento e di consolazione. Perché preghiamo la Via Crucis salendo il Križevac, sulla cui vetta si trova quella celebrata Croce, che con la sua mole domina sull’intera regione fin da quando è stata edificata, cioè nell’Anno Santo della Redenzione del 1933? Nella profondità della sua indescrivibile ed immensa sofferenza, Gesù non ha pensato a sé, ma sempre a noi peccatori. Innalzato sulla Croce, ha pronunciato le parole che salvano il mondo. La più sconvolgente è la prima: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno!” (Lc 23, 34). La risposta all’enormità del peccato dell’uccisione di Dio, e a quella cecità estrema, è il perdono di un Dio rifiutato e calpestato.

Charles Journet ha scritto che, per mezzo del perdono divino, “nei cuori in cui il peccato aveva falciato le rose del primo amore e la loro purezza e freschezza, ora fioriscono le scure rose — altrettanto belle o, a volte, più belle ancora — del secondo amore e del pentimento, delle lacrime e del fervore». Quale speranza per noi peccatori!

Dalla croce vengono anche le penetranti parole: “Ecco tua Madre!” (Gv 19, 27). Morendo, Gesù non ci lascia orfani. Ci lascia sua Madre: quale amore e generosità!

La croce è divenuta un simbolo di vittoria, della vittoria confermata dalla Risurrezione. Da quel momento sovente la Liturgia mostra il Cristo Risorto con la Croce, con la Croce gloriosa sullo sfondo. Qui a Medjugorje il Cristo Risorto, che i fedeli così tanto venerano, contiene anche il mistero della Croce, che è fonte della nostra salvezza e promessa di una vita degna di Dio. Amen.

OMELIA DI S.E. MONS. HENRYK HOSER, VISITATORE APOSTOLICO PER LA PARROCCHIA DI MEDJUGORJE

Nomina del Visitatore Apostolico per la parrocchia di Medjugorje

 

In data 31 maggio 2018 il Santo Padre ha nominato S.E. Mons. Henryk Hoser, S.A.C., Arcivescovo-Vescovo emerito di Warszawa-Praga (Polonia), Visitatore Apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, a tempo indeterminato e ad nutum Sanctae Sedis.

Si tratta di un incarico esclusivamente pastorale, in continuità con la missione di Inviato Speciale della Santa Sede per la parrocchia di Medjugorje, affidata a Mons. Hoser l’11 febbraio 2017 e da lui conclusa nei mesi scorsi.

La missione del Visitatore Apostolico ha la finalità di assicurare un accompagnamento stabile e continuo della comunità parrocchiale di Medjugorje e dei fedeli che vi si recano in pellegrinaggio, le cui esigenze richiedono una peculiare attenzione.

Nomina del Visitatore Apostolico per la parrocchia di Medjugorje

Medjugorje Film

 

Al seguente url: https://www.youtube.com/watch?v=cSuuM_ZrcXc è possibile vedere un filmato in alta definizione su Medjugorje

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